Consenso e verità

  • Il laureato invisibile: Salim El Koudri
    Negli articoli che il quotidiano Il Foglio ha dedicato al caso di Salim El Koudri emerge qualcosa che va ben oltre la cronaca. Dietro la discussione sulla follia, sulla responsabilità, sulla radicalizzazione e sull’integrazione si intravede infatti una questione sociologica molto più profonda: cosa accade quando una società promette inclusione attraverso l’istruzione, il merito e la cittadinanza simbolica, ma produce contemporaneamente esperienze diffuse di mancato riconoscimento? Tra i vari interventi, quello di Antonio Gurrado  “El …
  • La deriva mistica della politica
    Il punto sociologicamente rilevante è che il fanatismo non si limita a una fede intensa: esso produce una visione del mondo duale, in cui la realtà è divisa tra bene e male, tra eletti e nemici. In questo schema, la costruzione del nemico non è un effetto collaterale, ma una condizione necessaria.
  • Propaganda di guerra
    Purtroppo ci sono diverse guerre attive, alcune nuove altre meno. I nostri media si sono interessati principalmente della guerra Russia – Ucraina, e ancora marginalmente, anche se i riflessi sui paesi europei non tarderanno a farsi sentire, della guerra di USA e Israele – Iran. Ogni volta che i media si occupano di informare, o meglio dire, narrare una guerra, risultano evidenti distorsioni che secondo Noam Chomsky e Edward S. Herman nel loro “La fabbrica del consenso” edito da Il Saggiatore sono caratteristiche di ogni narrazione fatta dai media. Ma la costruzione del consenso durante la narrazione di una guerra assume anche caratteristiche peculiari.
  • Arlacchi e la violenza dell’Occidente
    Arlacchi sostiene che la storia dell’Occidente, con le radici già nell’antica Grecia e in particolare a partire dal XV secolo, è segnata da un ciclo quasi continuo di espansione militare. L’Europa e poi l’Occidente avrebbero costruito la loro potenza principalmente attraverso il colonialismo di insediamento con relativa soppressione delle popolazioni indigene, lo sfruttamento economico delle risorse dei paesi colonizzati attraverso l’uso sistematico della guerra e il potere militare come principale strumento politico.
  • Polizia irrompe  nelle librerie Educational Bookshop di Gerusalemme
    Scrive Sarah Parenzo su Il Manifesto: “«Lo Stato di Israele contro Ahmad e Mahmoud Muna»: così si apre il protocollo dell’udienza tenutasi questo lunedì mattina presso il Tribunale di I grado di Gerusalemme. A difendere gli imputati dall’accusa di «turbamento dell’ordine pubblico» è l’avvocato Nasser Odeh, ma questa volta non si tratta del solito caso di palestinesi dall’identità anonima e per capirlo basta gettare un’occhiata fuori dall’aula. Nel corridoio siedono in fila rappresentanti diplomatici di …
  • Il pensiero di Saskia Sassen sui paradossi della globalizzazione e la giustizia Sovranazionale
    Saskia Sassen ha dedicato gran parte della sua ricerca a studiare gli effetti della globalizzazione sullo spazio urbano, sul potere politico e sulla governance globale. Un aspetto centrale del suo pensiero riguarda i paradossi della globalizzazione, ovvero come le dinamiche transnazionali creino nuove opportunità di regolazione e giustizia, ma al tempo stesso generino esclusione e concentrazione del potere. Questo si riflette anche nel ruolo delle istituzioni sovranazionali, come la Corte Penale Internazionale (CPI). 1. Il …
  • Intelligenza artificiale e propaganda: perché le fake news diventano virali?
    L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui la propaganda politica si diffonde, rendendo ancora più semplice manipolare la realtà e creare contenuti che catturano l’attenzione e si diffondono viralmente. L’articolo di Giulio Cavalli, pubblicato su Left, denuncia come alcune forze politiche, in particolare la destra italiana, stiano utilizzando immagini generate dall’IA per alimentare paure e pregiudizi, sfruttando una strategia precisa di manipolazione sociale. Ma perché questi contenuti funzionano così bene? Il sociologo e esperto …
  • Genocidio, tabù e realtà: riflessioni su un’accusa difficile da pronunciare (parte 2)
    Il ruolo della società civile e l’immaginario collettivo Un altro aspetto chiave del pensiero di Semelin è il ruolo della società civile. I genocidi non sono opera esclusiva delle élite politiche o militari; coinvolgono la popolazione, che può agire come complice attiva o passiva. Complicità sociale In molti genocidi, la società civile partecipa alla violenza, o almeno la tollera. Questo è possibile perché la propaganda crea un consenso attorno all’idea che l’eliminazione del gruppo target …
  • Genocidio, tabù e realtà: riflessioni su un’accusa difficile da pronunciare (parte 1)
    Il genocidio come tema attuale e controverso Di recente, Papa Francesco ha sollevato una questione di enorme delicatezza, proponendo di indagare se quanto accade a Gaza possa essere considerato un genocidio. Le sue parole, contenute nel libro La speranza non delude mai, hanno suscitato forti reazioni. Da una parte, l’Ambasciata israeliana presso la Santa Sede ha risposto con fermezza, ricordando che il massacro del 7 ottobre è stato il vero atto genocida. Dall’altra, la storica …
  • La disillusione elettorale e la teoria di Roberto Michels: uno sguardo sociologico
    Negli ultimi anni il calo dell’affluenza elettorale è diventato un trend sempre più evidente. Perché sempre meno cittadini si recano alle urne? Un’utile chiave di lettura è offerta da Roberto Michels e dalla sua celebre Sociologia del partito politico, che introduce la “legge ferrea dell’oligarchia”. La legge ferrea dell’oligarchia Secondo Michels, tutti i partiti politici, anche quelli fondati su principi democratici, tendono inevitabilmente a trasformarsi in organizzazioni oligarchiche. Questo avviene perché: – La complessità organizzativa …