- Il laureato invisibile: Salim El KoudriNegli articoli che il quotidiano Il Foglio ha dedicato al caso di Salim El Koudri emerge qualcosa che va ben oltre la cronaca. Dietro la discussione sulla follia, sulla responsabilità, sulla radicalizzazione e sull’integrazione si intravede infatti una questione sociologica molto più profonda: cosa accade quando una società promette inclusione attraverso l’istruzione, il merito e la cittadinanza simbolica, ma produce contemporaneamente esperienze diffuse di mancato riconoscimento? Tra i vari interventi, quello …
- Dallo “stipendio emotivo” alle spiritualità personalizzate. La Generazione Z e il passaggio dall’obbligo al senso.C’è un elemento che accomuna fenomeni apparentemente molto diversi tra loro: il rapporto dei giovani con il lavoro, con la religione, con le relazioni affettive e persino con le istituzioni. La Generazione Z (nati tra gli anni ’90 e i primi dieci anni del 2000) sembra infatti prendere progressivamente distanza da modelli fondati sull’obbligo, sul sacrificio e sull’appartenenza totale, privilegiando invece esperienze percepite come autentiche, significative e sostenibili dal punto di vista emotivo. È dentro questa trasformazione culturale che si può leggere sia il successo dell’idea di “stipendio emotivo” nel mondo del lavoro sia la diffusione di spiritualità sempre più personalizzate e fluide.
- Il ritorno del conflitto politico. Da Sánchez a Chantal MouffeNegli ultimi anni la politica europea sembra attraversata da una tensione sempre più evidente. Da un lato cresce il consenso verso movimenti nazionalisti, sovranisti e populisti di destra; dall’altro alcune esperienze progressiste cercano di ricostruire un linguaggio politico capace di parlare nuovamente di giustizia sociale, redistribuzione, lavoro, welfare e disuguaglianze. L’articolo di Mattia Marasti pubblicato su Valigia Blu, dedicato al tentativo di costruire un nuovo fronte progressista internazionale attorno a figure …
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- La deriva mistica della politicaIl punto sociologicamente rilevante è che il fanatismo non si limita a una fede intensa: esso produce una visione del mondo duale, in cui la realtà è divisa tra bene e male, tra eletti e nemici. In questo schema, la costruzione del nemico non è un effetto collaterale, ma una condizione necessaria.
- Polizia irrompe nelle librerie Educational Bookshop di GerusalemmeScrive Sarah Parenzo su Il Manifesto: “«Lo Stato di Israele contro Ahmad e Mahmoud Muna»: così si apre il protocollo dell’udienza tenutasi questo lunedì mattina presso il Tribunale di I grado di Gerusalemme. A difendere gli imputati dall’accusa di «turbamento dell’ordine pubblico» è l’avvocato Nasser Odeh, ma questa volta non si tratta del solito caso di palestinesi dall’identità anonima e per capirlo basta gettare un’occhiata fuori dall’aula. Nel corridoio siedono in …
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- Il pensiero di Saskia Sassen sui paradossi della globalizzazione e la giustizia SovranazionaleSaskia Sassen ha dedicato gran parte della sua ricerca a studiare gli effetti della globalizzazione sullo spazio urbano, sul potere politico e sulla governance globale. Un aspetto centrale del suo pensiero riguarda i paradossi della globalizzazione, ovvero come le dinamiche transnazionali creino nuove opportunità di regolazione e giustizia, ma al tempo stesso generino esclusione e concentrazione del potere. Questo si riflette anche nel ruolo delle istituzioni sovranazionali, come la Corte Penale …
- Dal Medio Oriente alla Teoria del Conflitto: Riflessioni su Instabilità, Violenza e Costruzione della Pace 1Introduzione La recente analisi di Giorgio Ferrari sul Medio Oriente, pubblicata su Avvenire, offre uno spunto cruciale per comprendere le dinamiche complesse dei conflitti geopolitici. Ferrari riprende la “teoria del domino” per descrivere come l’instabilità in una regione possa propagarsi rapidamente, influenzando equilibri politici, economici e sociali. Questo concetto si intreccia profondamente con le riflessioni teoriche di Johan Galtung, uno dei più importanti studiosi dei conflitti e della pace. Attraverso la …
- Trasformare il Conflitto – Dalla Pace Negativa alla Pace Positiva 2Galtung ci invita a non accontentarci della “pace negativa” – ossia, l’assenza di conflitti armati – ma a lavorare verso una “pace positiva”, che affronti le cause profonde della violenza. Nel contesto mediorientale, ciò significa: Diagnosi e Prognosi – Uno Sguardo Sociologico Come indicato da Galtung, affrontare il conflitto richiede un’analisi rigorosa (diagnosi), una previsione delle possibili evoluzioni (prognosi) e l’elaborazione di soluzioni praticabili (terapia). Diagnosi del Medio Oriente secondo Galtung: …
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- Intelligenza artificiale e propaganda: perché le fake news diventano virali?L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui la propaganda politica si diffonde, rendendo ancora più semplice manipolare la realtà e creare contenuti che catturano l’attenzione e si diffondono viralmente. L’articolo di Giulio Cavalli, pubblicato su Left, denuncia come alcune forze politiche, in particolare la destra italiana, stiano utilizzando immagini generate dall’IA per alimentare paure e pregiudizi, sfruttando una strategia precisa di manipolazione sociale. Ma perché questi contenuti funzionano così bene? …
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- Genocidio, tabù e realtà: riflessioni su un’accusa difficile da pronunciare (parte 2)Il ruolo della società civile e l’immaginario collettivo Un altro aspetto chiave del pensiero di Semelin è il ruolo della società civile. I genocidi non sono opera esclusiva delle élite politiche o militari; coinvolgono la popolazione, che può agire come complice attiva o passiva. Complicità sociale In molti genocidi, la società civile partecipa alla violenza, o almeno la tollera. Questo è possibile perché la propaganda crea un consenso attorno all’idea che …
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